Maltratta il suo cane per mesi: “Volevo vederlo morire”.

Legato ad una catena, lasciato  per giorni senza cibo.

Torturato e maltrattato proprio dalla persona della quale più si fidava: il suo padrone.

Sarebbe morto di stenti, in breve tempo. A dare una nuova speranza a Bullo è stata una persona che si è accorta dei maltrattamenti e ha deciso di salvarlo, liberandolo dalla catena.

Ha vagato per giorni, nelle campagne della Bassa Bresciana, in cerca di aiuto: lo hanno trovato mentre barcollava lungo una strada.

Nel comune del Cremonese per Bullo è cominciata una nuova vita, fatta di cure e amore.

L’esemplare di Corso è stato portato alla Clinica Veterinaria di Crema: denutrito, anemico, sofferente, sul suo corpo ecchimosi e bruciature di sigaretta.

Quando la veterinaria Laura Gatti l’ha preso in cura, Bullo pesava solo 19 kg, meno di un terzo del peso idoneo a un cane della sua razza. ↓

Dalla sofferenza alla ripresa: le condizioni di Bullo sono progressivamente migliorate.

E’ fuori pericolo, ma per l’affido è ancora troppo presto.

La terribile storia si è chiusa nei giorni scorsi, quando i Carabinieri di Soncino hanno individuato l’artefice dei brutali maltrattamenti.

Una denuncia anonima ha portato i militari a bussare alla porta di un agricoltore di Coniolo, frazione di Orzinuovi.

Il 53enne avrebbe ammesso tutto: “Volevo vederlo morire”, avrebbe detto durante l’interrogatorio in caserma. ↓

 

 

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