Scalea e la bellissima riviera dei cedri.

Scalea è un comune italiano di 10.827 abitanti della provincia di Cosenza.

Sede di insediamenti fin dalla preistoria, dopo la costruzione di un convento francescano nel XIII secolo ad opera di Pietro Cathin, discepolo di Francesco d’Assisi, divenne un centro religioso e culturale.

Per la posizione di scalo marittimo, fu sottoposta nei secoli agli attacchi di saraceni e corsari.

Fortemente danneggiata dai bombardamenti aeronavali da parte delle forze armate anglo-americane nel corso dell’ultimo conflitto, è attualmente centro turistico e balneare, con la città vecchia arroccata a dominare la parte moderna che si affaccia sulle ampie spiagge.

Tracce archeologiche fanno risalire i primi segni umani sul territorio al tempo degli Enotri. Durante l’epoca romana divenne centro di villeggiatura, e sul territorio sorsero diverse villae marittimae.

Al tempo dei bizantini e normanni la costa fu abbandonata, e si sviluppò la vecchia Scalea, protetta da mura e con quattro porte di accesso, sormontata da un castello, in origine rocca longobarda, ingrandito da Ruggero d’Altavilla intorno al 1060. Lorenzo Giustiani, viaggiatore erudito del XVIII secolo, descrisse così la città vecchia:

« Questa città tiene 4 porte, una è detta porta di mare, la seconda è detta porta del ponte, da un antico ponte, in cui vi si vede un pezzo di artiglieria; laterza porta di Cimalonga, in cui vi è una torre che serve oggi da carcere e la quarta porta del forte.

Nella sommità si vede il suo antico castello quasi diruto coi suoi baluardi e fossi e vi è un pezzo di artiglieria che i vecchi del paese si ricordano diesservene stati molti.

Pochi passi lungi dalla porta di mare, verso settentrione, alla sommità di una deliziosa collina, si vede un’antichissima torre detta di giuda, che dovea servire di specola al suddetto castello. » (Lorenzo Giustiniani, Dizionario Geografico del Regno di Napoli, Napoli 1802.)

Nel settecento la città aveva solo una piccola frazione, San Nicola (oggi San Nicola Arcella), poiché nel secolo precedente Santa Domenica (oggi Santa Domenica Talao) si era emancipata. Buoni erano i commerci e le produzioni.

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